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Rubrica - La Voce del Padrone - registrazioni amatoriali del nostro tempo

RUBRICA: "La Voce del Padrone: registrazioni amatoriali del nostro tempo"

"PERICOLO CHINATOWN : L'ONDA GIALLA"

La Cina è arrivata. Silenziosa, silenziosa come una biscia d'acqua senza rumore
alcuno, è arrivata in mezzo a noi. I laboratori cinesi fioriscono come i funghi matti dopo
un acquazzone . La loro quasi totalità è clandestina , così come lo sono i loro occupanti,
sfruttati e malpagati. Non dovendo sostenere gli enormi carichi burocratici e finanziari
a cui sono invece sottoposti i nostri laboratori, possono uscire con i prezzi dei loro
prodotti che non coprirebbero neanche i costi degli analoghi nostri prodotti. Il consumatore
finale non se ne preoccupa , anzi probabilmente è contento di pagare poco quello che
prima pagava di più. Io come produttore, chiaramente parlo di grave concorrenza sleale di
un mio competitor che non parte alla pari con me. Se si partisse alla pari potrei anche
sopportare che fosse il libero mercato a fare la sua selezione, ma partire con un tale
handicap mi sa tanto di corsa truccata, di vincitore già prestabilito ed allora non ci sto.
La cosa paradossale è che tutti sanno questa cosa ma nessuno fa niente o quasi per
interrompere questa moria di nostre aziende. La stessa Guardia di Finanza, preposta
a far rispettare l'osservanza di quella montagna di regole che pesa su ogni azienda
perchè possa operare, fa pochissimo per stroncare questa illegalità. Ogni tanto
fa irruzione su qualche laboratorio cinese, lo fa chiudere con il solo risultato di farlo
riaprire da qualche altra parte. Il distretto di Prato è l'esempio più eclatante. Prato una
città di quasi duecentomila persone era per antonomasia il distretto del tessile, delle
mercerie, degli stracci. In pochi anni la comunità cinese arrivata quatta quatta agli inizi
degli anni novanta, in pochi anni si è moltiplicata ( oggi si stima siano circa ventimila i
cinesi tra regolari ed irregolari, circa il 10 % del totale della popolazione ) e di fatto ha
fatto chiudere la quasi totalità delle aziende pratesi del settore. In certi quartieri,
troviamo solo insegne con ideogrammi cinesi senza la corrispondente insegna in italiano
come previsto dalle nostre leggi in materia. I pratesi stessi sapevano e sanno di tutte
queste illegalità, di tutti gli sgabuzzini, i garage trasformati senza licenze ed autorizzazioni
alcuna, in laboratori non-stop . Trovandoci per formazione culturale e poltica nella rossa
Toscana, feudo intoccabile della sinistra, contro ogni forma di delazione, questi artigiani
pratesi-doc, hanno preferito chiudere gli occhi e lamentarsi contro il governo centrale reo
di non aiutarli in questa fase di recessione economica mondiale. Loro sono costretti a
chiudere i propri laboratori tessili e intanto quelli cinesi come in una metastasi aumentano
a dismisura. La mafia cinese a differenza delle altre organizzazioni malavitose italiane,
non ha mai amato mettersi in mostra con azioni eclatanti. La stessa comunità cinese ha
fatto della discrezione e moderazione il proprio modus-vivendi. I cinesi non vogliono
integrarsi con noi . Non gli può interessar di meno. Intervistati , fanno finta di non saper
niente, di non capire la nostra lingua, si scusano di continuo. Così facendo rimangono
nell'anonimato ed è difficile che qualche autorità anche di controllo si occupi di loro.
Il nostro sistema bancario non li vede neppure. I loro guadagni, le loro rimesse non
rimangono sicuramente nel territorio. Ogni giorno partono alla volta della Cina quantità
incredibili di denaro. I cinesi, pure per l'indotto italiano è come se non esistessero.
A differenza nostra che compriamo i loro prodotti, talvolta anche con il marchio "Made in
Italy", che mangiamo nei loro ristoranti, il cinese medio vive come in una piccola
Chinatown : mangia solo cinese, veste solo cinese, parla solo cinese o l'inglese perchè
è la lingua del commercio mondiale, non esce mai dai confini geografici della comunità
o del proprio quartiere. E' un pò come il turista straniero che arriva in Italia con il proprio
camper pieno di viveri e che non lascia neanche un euro nel nostro territorio, anzi sì ci
lascia il sacchetto delle proprie immondizie da smaltire a nostro carico. E la febbre gialla
è solo agli inizi... Mala tempora currunt !!

 

Novembre 2010

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